Lo stato alterato di coscienza è la condizione necessaria per effettuare un “viaggio” sciamanico.
Tale viaggio, o volo dell’anima, permette allo sciamano di “lasciare il proprio corpo e ascendere al cielo o discendere nel mondo sotterraneo”[1] al fine di percepire una realtà altrimenti invisibile nello stato ordinario di coscienza.
Tuttavia, sostenere che la trance sciamanica sia “uniformemente profonda” è fuorviante.[2]
L’alterazione dello stato di coscienza è ottenuta con la percussione continua e monotona dei tamburi, la quale produce cambiamenti nel sistema nervoso centrale[3], e può variare da una trance leggera a una molto profonda.
Le possessioni tipiche della religiosità tradizionale yoruba e nella santeria, in cui la intera personalità del posseduto scompare per lasciare posto alla divinità che si “incarna” temporaneamente sulla terra, sono molto lontane dallo stato in cui opera lo sciamano.
In questo stato di coscienza diverso da quello solito della veglia, infatti, lo sciamano “viaggia” con gli occhi chiusi o semi-chiusi e percepisce altre dimensioni, o piani di realtà, riuscendo così a “vedere” con l’occhio interiore ciò che è nascosto durante lo stato di veglia.
Sono documentati casi in cui gli sciamani “viaggiano tra i mondi” stando in piedi o mentre danzano e descrivono ai presenti ciò che accade “dall’altra parte”. La capacità della visione è uno stato oniroide, ed è per questo che numerosi dati etnografici riportano che lo sciamano giace “come morto o addormentato”.[4]
Gli stati di trance coinvolgono sia l’amplificazione di alcuni processi cognitivi interni sia un disaccoppiamento dell’elaborazione sensoriale[5].
Lo “stato sciamanico di coscienza” sembra essere caratterizzato da pensieri “orientati internamente”, rapidi cambiamenti della sfera emotiva e della propria immagine corporea, maggiore suggestionabilità e alterazione dell’elaborato sensorio.
Differenti tecniche d’induzione della trance condurrebbero a uno stato di dominio del sistema parasimpatico in cui la corteccia frontale sarebbe dominata da pattern di onde lente originate nel sistema limbico e proiezioni correlate nelle regioni frontali del cervello.[6] Ci sono evidenze a sostegno della posizione teorica secondo la quale esiste un insieme comune di cambiamenti psicofisiologici alla base di una varietà di tecniche di induzione della trance.[7]
Il tamburo degli sciamani, battuto a 240 colpi al minuto, sembra portare in risonanza le onde cerebrali a un intervallo di frequenza molto vicino alle onde teta e alfa. Le onde teta sono quelle emesse durante gli stati di profonda meditazione e di sogno lucido, mentre quelle alfa sono le onde cerebrali tipiche del momento di massimo rilassamento, come quello appena precedente il sonno o dopo una grande fatica fisica.
La rilevazione dell’elettroencefalogramma durante lo “stato sciamanico di coscienza” sembra essere infatti caratterizzato dall’emissione di onde cerebrali di tipo teta con un intervallo di frequenza di 5-9 Hertz, o di tipo alfa con un intervallo di 9-15 Hertz, laddove lo stato di veglia è caratterizzato da onde beta – con un intervallo di frequenza di 15-40 Hertz – cicli al secondo.
Presso gli sciamani Ugri e Lapponi l’estasi non si presenta come una trance ma come uno “stato d’ispirazione”. Lo sciamano vede e ode gli spiriti, è “fuori di sé” perché sta viaggiando in estasi in lontane regioni, ma non è incosciente.[8]
È un visionario e un ispirato.
Una trance leggera dello sciamano che opera nella realtà “non- ordinaria” e che si fa tramite degli spiriti, dunque, è senz’altro una esperienza estatica in uno stato alterato di coscienza, e può essere paragonata a quella de “la fattucchiera [lucana] che si immerge nel corso della recitazione [delle formule rituali per togliere il malocchio] in una condizione psichica oniroide controllata”[9].
La ripetizione mentale delle Historiolae, similmente a una nenia ipnotica, o ai mantra dei monaci tibetani, potrebbe indurre una condizione psichica non dissimile dallo stato di estasi descritto da Eliade: quella stessa che distingue lo sciamano da altri maghi e guaritori.
Tale stato “oniroide” controllato della fattucchiera, che proprio a entità spirituali chiede aiuto per togliere il “malocchio” (intrusione di energie negative) dall’affatturato, permette di postulare una inferenza circa la relazione tra i due guaritori.[10]
In entrambi i processi si nota dunque una “rottura di livello”[11] del piano di realtà ordinaria che è proprio dello stato di veglia.
È tale “rottura” a caratterizzare tutti i viaggi sciamanici compiuti all’interno delle visioni controllate che compaiono nello stato intensificato di coscienza.
[1] Eliade M., 1974, Lo Sciamanismo e le tecniche dell’estasi, Edizioni Mediterra
[2] Hultkrantz A., 1973, A definition of Shamanism, in Temenos, 9 p. 25-37
[3] Melinda Maxfield, Ph.D. Brainwave Entrainment to External Rhythmic Stimuli: Interdisciplinary Research and Clinical Perspective, 2006. “Drumming in general, and rhythmic drumming in particular, often induces imagery that is ceremonial and ritualistic in content and is an effective tool for entering into a non-ordinary or altered state of consciousness (ASC) even when it is extracted from cultural ritual, ceremony, and intent. The drumming also elicits subjective experiences and images with common themes. These include: loss of time continuum; movement sensations, including pressure on or expansion of various parts of the body and body image distortion, “energy waves,” and sensations of flying, spiraling, dancing, running, etc.; feelings of being energized, relaxed, sharp and clear, hot, cold, and in physical, mental, and/or emotional discomfort; emotions, ranging from reverie to rage; vivid images of natives, animals, people, and landscapes; and non-ordinary or altered states of consciousness (ASC), whereby one is conscious of the fact that there has been a qualitative shift in mental functioning., including the shamanic state of consciousness (SSC) journeys, out-of body experiences (OBEs), and visitations.” Stanford University’s Center for Computer Research in Music and Acoustic (CCRMA) URL: https://web.stanford.edu/group/brainwaves/2006/Maxfieldabstract.html
[4] Eliade M, 1974, op. cit.
[5] Hove, Michael J., Johannes Stelzer, Till Nierhaus, Sabrina D. Thiel, Christopher Gundlach, Daniel S. Margulies, Koene R. A. Van Dijk, Robert Turner, Peter E. Keller, and Björn Merker. 2015. Brain Network Reconfiguration and Perceptual Decoupling During an Absorptive State of Consciousness.” Cerebral Cortex, 1–9 URL: http://www.academia.edu/17420612/Brain_Network_Reconfiguration_and_Perceptual_Decoupling_During_an_Absorptive_State_of_Consciousness
[6] Winkelman, M., 1986. Trance States: A Theoretical Model and Cross-Cultural Analysis. Ethos 14 (2): 174–203. American Anthropological Association URL: http://www.academia.edu/517842/Trance_States_A_Theoretical_Model_and_Cross_Cultural_Analysis; Winkelman, M., 2006. Cross-Cultural Assessments of Shamanism as a Biogenetic Foundation for Religion. In The Psychology of Religious Experience, edited by Patrick McNamara. Vol. 3. Where God and Science Meet. Westport, Ct.: Prager Publishers
[7] Dobkin De Rios M., Winkelman M., 1989, “Shamanism and Altered States of Consciousness: An Introduction”, in Journal of Psychoactive Drugs, vol. 21, n. 1. URL: https://www.researchgate.net/publication/20499167_Shamanism_and_Altered_States_of_Consciousness_An_Introduction
[8] Eliade M., op. cit.
[9] De Martino, E., op. cit.
[10] Per ulteriori approfondimenti tra le convergenze delle due pratiche si veda nostro approfondimento qui.
[11] Eliade M., op. cit.

Sociologa, scrittrice, studiosa di sciamanismo.
Lascia un commento